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Franca Mainardis Petris
Imbastî peraulis

Franca Mainardis Petris è un'artista dal pensiero. Come sempre, anche in questo libro, mette in mostra se stessa, la grande voglia di dimostrare che si può fare buona letteratura con la nostra lingua: il friulano. Oggi che il mondo respira confusione, che per la premura non consente di fermarsi per rubare un raggio al sole, un colore al tramonto, un pensiero all'esistenza. Franca invece è riuscita ad andare oltre con questi piacevoli racconti, è riuscita, con il suo estro, a mietere nel campo della quiete le più belle sensazioni umane, vere o immaginarie.
1) "Grivôr". Un giovane padrone del mondo che entra in un sogno non suo. Lo scoprire, un giorno, che le proprie radici sono legate alla terra, alla terra dei propri avi. È meglio per lui vivere nel sogno o nella realtà?
2) "Ajar di cjase". In questo racconto lungo vi è la più cruda realtà dell'esistenza, l'abbandono del mondo, l'essere niente… "se lungo la strada non si trova nessuno…". Ma per scura che sia la vita, un raggio di luce ti raggiunge sempre. Per fortuna che il cuore dell'uomo non invecchia mai.
3) "La liende dal riûl". "…sarà contenta di vedermi tornare con un mazzo di rose in questa stagione…". Un mazzo di fiori colto sul ruscello come eterno pegno d'amore, una vita interrotta, una famiglia che piange, un altro camino spento, la casa con l'urlo del silenzio, vecchi rimasti a guardare il domani in un rivolo d'acqua. È questo il progresso?
4) "A ôr dal flum". "…dev'essere questo cambiamento di luce, questa penombra che accorcia le ore e allarga i pensieri…". Questo voler andare oltre la luce dà l'idea che l'autrice voglia ed aspetti di toccare l'infinito.
5) "Un bosc cence colôrs". E come in una magia entriamo nel mistero fantasioso dei bambini.
Franca è ben riuscita a dare una pennellata di innocenza a questo libro. L'innocenza che tutti noi vorremmo tornare ad avere, per calmare un po' l'ansia del nostro andare… Nel chiudere questa presentazione ringrazio di cuore Franca, per l'aiuto che ha dato e che sta dando alla nostra cara lingua ed a tutto il Friuli. "Nessuno può cambiare il mondo, ma ognuno di noi può, e deve provare a lasciarlo, pur nel suo piccolo, un po' meglio di come l'abbia trovato…". (pre Checo Placerean) (Giacomina De Michieli) |